Ogni viaggio è sempre ricerca, voglia di lasciare ciò che si conosce per scoprire qualcosa di nuovo…il pellegrinaggio lo è in modo particolare!
Vuol dire lasciare tutto, a cominciare dalle cosa materiali: quando prima di partire prepari lo zaino e sai che dovrai incollartelo per tutti quei giorni , lo fai e lo disfi 10 volte finché non capisci ciò che è veramente necessario!
E poi parti, senza sapere bene cosa ti aspetta, sai solo dove andrai e che in quello stesso posto arriveranno tantissime altre persone, ma non sai bene perché!
Perché?
Me lo sono chiesta quando sono partita per la prima GMG, quella in Canada!
Che senso ha? Visitare un nuovo paese, conoscere tanti giovani, divertirsi e poi fare un viaggio diverso, all’avventura…questo pensavo prima di partire, senza altre aspettative!
Ma poi arrivi la, quella volta come questa, e inizi a chiederti se non c’è qualcosa di più, e te lo chiedi guardando gli altri ragazzi che arrivano veramente da tutte le parti della terra e che nonostante la stanchezza ridono, cantano, ballano e pregano!
E’ allora che capisci che c’è qualcosa di più, che quella gioia non è solo del momento ma nasce da una scoperta, da un incontro!
Solo la sera della veglia capisci meglio che cos’è che ci ha portati li, e la ricerca diventa scoperta!
Ti alzi alle cinque con la musica dal vivo di due volontari tedeschi e in fretta prepari lo zaino, mangi, partecipi alla massa e parti…prima l’autobus, poi il treno e poi una navetta e poi a piedi verso la spianata che è un grosso campo allestito per accogliere un milione di persone, ma non ci credi che sono così tanti finché non lo vedi con i tuoi occhi…lo capisci solo la sera prima della veglia, quando sono arrivati proprio tutti e tu ti alzi, ti giri e vedi tutto il campo intorno a te colorato: sono le bandiere, le magliette, gli zaini…mille colori, mille persone che mangiano, dormono ballano, cantano, camminano!
E poi ad un certo punto scende il silenzio, tutti si fermano, si siedono…è impressionante!
Tutte le persone incontrate per strada, sui treni, nelle chiese sono li….tutte!
Eppure quel silenzio non c’era mai stato in quei giorni!
Il Papa inizia a parlare…e tutti lo ascoltano, ma poi si interrompe e iniziano i canti e le testimonianze e le preghiere e poi di nuovo silenzio…l’adorazione, la preghiera del silenzio in cui non è l’uomo a parlare ma è Dio, è Dio che si mostra in un’ostia di pane, che ci ricorda che Lui è la davanti a noi, veramente!
E’ allora che ri-scopri che cosa vuol dire essere cristiani, cattolici…vedere in quell’ostia di pane Dio, e sapere che in qualsiasi parte del mondo, se c’è quell’ostia, li c’e veramente Dio!
E’ ri-scoprire quel mistero che ci unisce!
…tornare a casa vuol dire portare con se nella vita di tutti giorni, questa ri-scoperta!
Valentina
